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Capricci architettonici: dalla pittura alle altre arti decorative

Classic Monday 64

Nell’articolo di oggi parleremo della nascita dei cosiddetti “capricci architettonici” ed esporremo alcuni esempi presenti nel catalogo Di Mano in Mano che spaziano dal consueto uso nella pittura alle altre arti decorative.

Nascita del Capriccio

Quello del “Capriccio” è uno stile che affonda le sue radici nel Rinascimento ma che si sviluppa moltissimo nel Settecento, grazie al progredire delle scoperte archeologiche dei cantieri di Ercolano e Pompei. Il gusto decorativo guarda con sempre più forza all’antica Roma, ponendo le basi a quello che diverrà, dopo la metà del secolo, lo stile neoclassico.

In questo periodo nasce la tendenza a comporre il paesaggio attraverso la libera combinazione di elementi architettonici reali o fantastici, di rovine dell’antichità rielaborate, secondo una varietà di declinazioni volte a riprodurre ambientazioni paesaggistiche e a recuperare i reperti architettonici antichi.

Nella seconda metà del XVIII secolo andrà diffondendosi la riproduzione di tempietti a livello scultoreo, pittorico o legato alla decorazione d’intarsio.

Capricci artistici

Il catalogo propone un esempio di capriccio architettonico ritratto in una pittura coeva con il periodo ritraente rovine di una grande struttura architettonica che troneggia con aria nostalgica sulla raffigurazione della città attraversata da un grande fiume che si inoltra poi nel bosco.

Dipinto di Paesaggio con Rovine e Figure
Dipinto di paesaggio con rovine e figure

Un altro esempio di tecnica lavorativa diffusasi nello stesso periodo è il micromosaico, di cui proponiamo un esempio recante scena di popolani riuniti attorno alla Fontana dei Tritoni nella piazza della Bocca della Verità che sullo sfondo ritrae il tempio di Ercole Vincitore.

Micromosaico
Micromosaico “Sosta presso la Fontana dei Tritoni”

Spessissimo questa tipologia di disegno utilizzava come modello le rovine e le piante di tempietti archeologici esistenti.

Capricci nelle arti decorative

La terza tipologia di rappresentazione di cui parleremo riguarda l’intarsio su mobili come il cassettone francese di Andre Louis Gilbert risalente allo stesso periodo e recante piano in breccia gialla.

Comò neoclassico francese
Comò Neoclassico Francese intarsiato (Andre Louis Gilbert)

Qui i cosiddetti capricci architettonici vengono proposti sottoforma di intarsi presenti su fronte e fianchi e recano vedute differenti della stessa costruzione architettonica.

Nel caso del cassettone inglese proposto in catalogo, troviamo delle maniglie in lamierino sbalzato decorate con lo stesso motivo a tempietto a conferma di quanto fossero apprezzati questi capricci architettonici.

Cassettone inglese
Cassettone Neoclassico Early Victoria

In ultimo, possiamo parlare dei centri tavola che i nobili del periodo commissionavano con la volontà di stupire i propri ospiti durante i loro banchetti. Spesso questi centri tavola erano caratterizzati da veri e propri impianti architettonici in miniatura che riproducevano la tridimensione degli oggetti antichi, come nel caso del tempietto monoptero di gusto neoclassico proposto di seguito e che presenta la struttura in legno patinato e laccato a finto marmo, cupola recante pinnacolo e sei colonne con capitelli dorici poggianti su base circolare.

Tempietto in legno patinato e laccato
Tempietto in legno patinato e laccato

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