AntiquariatoDizionario dell'antiquariato

Il dizionario dell’antiquariato – Acquaforte

La parola che analizziamo oggi è: acquaforte

Cos’è l’acquaforte?

Aqua fortis

L’acquaforte una tecnica di incisione. Il termine deriva dall’utilizzo dell’acido nitrico come mordente. Questo in età medioevale veniva, appunto, chiamato aqua fortis.

In origine con questo termine si intendeva solo l’acido. Con il passare del tempo ha iniziato a indicare anche la tecnica di incisione.

Come funziona la tecnica dell’acquaforte?

  1. Si stende una vernice grassa, resistente agli acidi, su una lastra metallica di rame,acciaio o ferro. 
  2. Si fa il disegno con uno strumento metallico, detto “stile” o “punta”. 
  3. Quando si è scoperto il metallo si pone la lastra, opportunamente protetta sul rovescio da una vernice isolante, a bagno nel mordente
  4. Quando si tira fuori si può notare come il mordente abbia agito solo sulle parti precedentemente scoperte, ossia quelle disegnate. 
  5. In seguito si procede con l’inchiostratura: l’inchiostro viene trattenuto dai solchi determinati dalla morsura. Si fissa sulla carta grazie all’utilizzo di un torchio.

La prima descrizione di questa tecnica si deve a Benvenuto Cellini nel 1568

L’incisione indiretta

È definita incisione indiretta in quanto non avviene mediante uno strumento ma grazie all’acido. Proprio per questo motivo è molto importante controllare la profondità della morsura e regolarla secondo l’effetto voluto; se la morsura è insufficiente i segni più sottili non compaiono, mentre se è troppo prolungata si hanno segni larghi e slabbrati.

La storia dell’acquaforte

I primi a utilizzare la tecnica dell’acquaforte furono gli orafi fiorentini della seconda metà del XV secolo, ma fu nella prima metà del XVI che si diffuse tra gli orafi, niellisti e pittori di tutta Europa. Il suo successo lo deve al fatto che consente massima libertà di disegno.

I primi ad utilizzare questo metodo di incisione furono: Francesco Mazzola detto il Parmigianino (1503-1540), Albrecht Durer (1471-1528) e Luca di Leida (1489/94-1533).

Nei secoli dal XVI e XIX fu la tecnica più usata per la stampa da incisione su lastra metallica. La utilizzarono grandi artisti come: Jacques Callot (1594-1635), P.P. Rubens (1577-1640), Rembrandt (1606-1778), G.B. Tiepolo (1696-1770) e F. Goya (1746-1828).

A cosa deve il suo successo la tecnica dell’acquaforte?

Con un’immagine davanti è più semplice spiegare tutte le cose. Proprio per questo per spiegarvi a cosa deve il suo successo l’acquaforte abbiamo pensato di mostrarvi una stampa realizzata con questa tecnica: “Andurni Marchionatus Pars versus Meridiem” .

<a href=httpswwwdimanoinmanoititcp229086artepittura anticaandurni marchionatusgid=nullpid=1>Andurni Marchionatus Acquaforte 1682<a>

Si tratta di una grande veduta ripiegata tratta dal “Theatrum Statuum Regiae Celsitudinis Sabaudiae Ducis”, famosa opera stampata in folio dagli eredi di Giovanni Blaeu ad Amsterdam nel 1682, che descrive i domini dei Savoia. La veduta, una delle più ampie, rappresenta la città di Andorno, nel biellese. 

Queste immagini sono dei particolari della stampa. Si nota quanta precisione si può ottenere grazie a questa tecnica. Nella stampa vengono creati effetti di varietà, di profondità e di ampiezza di linea che generano dei risultati complessi. 

Con le altre tecniche di stampa non si riescono ad ottenere tutti questi effetti. L’acquaforte, invece, deve il suo successo proprio alla grande libertà di disegno che altre tecniche non hanno.

Per scoprire altre opere realizzate con questa tecnica potete visitare il nostro negozio e i nostri magazzini (anche online!).

Arianna
Amo l'arte. Ho fatto ingegneria gestionale.

    Potrebbe piacerti anche

    Comments are closed.

    Di più su:Antiquariato