AntiquariatoClassic Monday

Tra Barocco e Barocchetto

Studiare un oggetto di antiquariato, conoscerne i materiali, le tecniche e la storia, è fondamento del nostro lavoro. Sempre molto interessante è l’analisi dello stile, che consente di ricavare delle importanti informazioni in merito al periodo e alla provenienza del pezzo.

Se molto spesso la storia degli stili è intesa come una successione lineare di gusti differenti in base alle epoche, la realtà è molto più complessa.
Sovente, alcune caratteristiche distintive di una particolare corrente artistica sopravvivono più a lungo di quanto ci aspetterebbe.
Ciò soprattutto nelle aree geografiche nelle quali sono maggiormente radicate, seppur certamente contaminate dalle nuove mode.

Interni Palazzo Reale di Napoli

Un esempio a tal proposito è la produzione centro italiana della seconda metà del XVIII secolo.

Per tutto il Seicento e fino almeno al 1730 il gusto principale fu il Barocco. (qui un approfondimento sul nostro portale FineArt.)

L’epicentro fu senza alcun dubbio Roma, patria di un fervente ambiente culturale sviluppatosi anche grazie alla lungimiranza papale e delle grandi committenze aristocratiche. Protagonista indiscusso fu Gian Lorenzo Bernini. Artista attivo nei più importanti cantieri cittadini, lavorò con numerosi collaboratori che ne assorbirono le modalità lavorative e lo stile.

Caratteristica intrinseca del Barocco è la ricerca di spettacolarità e teatralità.

Le forme non sono più lineari, ma spezzate e prorompenti. L’occhio non riesce mai a soffermarsi su un unico punto, ma viene continuamente attirato dalle molteplici e poderose diagonali delle opere barocche.

Anche l’utilizzo dei materiali non è lasciato al caso. Vengono impiegati marmi molto colorati e dal grande effetto pittorico e scenografico. La doratura viene ampiamente utilizzata per movimentare ulteriormente le forme con studiati giochi di luce, ma anche per accrescerne la sensazione di lusso e di ricchezza.

A Roma e nel centro Italia in genere, il gusto Barocco era talmente radicato e apprezzato che sopravvisse anche nella seconda metà del secolo, quando oramai nel resto della penisola e d’Europa si guardava a forme più leggere caratteristiche dello stile Barocchetto.

Se il nome da solo denuncia chiaramente la derivazione dal gusto precedente, il Barocchetto è però maggiormente avvicinabile al gusto Rococò francese.

Il mobilio riconducibile a questo stile è infatti caratterizzato da forme più ariose e leggere, da volute fogliacee definite rocaille.
Nel centro Italia si può dunque assistere a una produzione di mobili assolutamente particolare. Le forme e le decorazioni risentono ancora del vicino Barocco romano, di tradizione saldamente radicata e ancora difficile da superare, ma mostrano un’apertura verso le nuove forme Barocchette.

Le protagoniste del nostro Classic Monday sono esempio di questa particolare tipologia di gusto prettamente centro italiano.

Coppia di specchi stile barocchetto con connotazione in stile barocco

Sono infatti una coppia di cornici affrontate, che presentano una decorazione speculare, per essere presentate affiancate e una cornice singola, realizzate nel terzo quarto dello stesso secolo.

Specchio stile barocchetto con connotazione in stile barocco

Questi specchi sono infatti un interessante esempio di gusto Barocchetto caratterizzato però da una forte connotazione ancora Barocca. La doratura a guazzo e le linee curve movimentano le superfici.

Se si possono scorgere delle timide decorazioni a rocaille, a farla da protagonista è ancora un’impostazione prettamente Barocca.
Grandi “C” architettoniche ne scandiscono la silhouette, così come alcuni elementi decorativi, quali i soli nella cimasa delle sue cornici in coppia. Ancor di più, chiara ispirazione al gusto fantastico e stupefacente caratteristico del barocco romano, sono due piccole sculture a tutto tondo nella cornice singola, che quasi si perdono tra la ricca decorazione intagliata.
Sono una coppia di draghetti alati e affrontati, che si guardano minacciosi e che si fanno simbolicamente portatori di una tradizione che vuole stupire l’osservatore e dalla quale difficilmente ci si riesce ad allontanare.

Valentina
L'Arte è la mia passione. Il mio autore preferito? I fratelli Campi.

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