Forme decorative ed eleganza in un salotto Liberty

Il protagonista, o meglio i protagonisti del nostro Classic Monday di oggi, sono un raffinato gruppo di arredi che costituiscono uno studio di pieno gusto Liberty.

Italianizzazione del francese Art Nouveau, il Liberty si diffuse in tutta Europa a partire dalla fine del XIX secolo e nei primi anni di quello successivo. Come denuncia l’origine del termine, la patria di questa corrente artistica e culturale fu la Francia, dalla quale si diffuse in tutto il Vecchio Continente.

Alphonse Mucha Job, 1896 Litografia a colori e doratura, Gretha Arwas Collection, Londra (UK) © Arwas Archives

Inizialmente nato come stile ornamentale, il Liberty fu infatti subito apprezzato proprio per le forme estremamente decorative, ma al contempo eleganti, che lo contraddistinguono.

Così come era stato pure per altre correnti nel passato, anche con il Liberty venne presa come modello di riferimento la natura. Ne venne però accantonato il lato più naturalistico e selvaggio, prediligendone quello maggiormente adattabile alla concezione estetica dell’epoca. Ecco allora che i racemi vegetali e le foglie si trasformano in sinuose linee che creano sorprendenti giochi grafici. Tale ricerca è pienamente raggiunta nei nostri arredi, ornati con raffinati intrecci simmetrici di foglie d’edera, filettate in ottone e intarsiate in radica. La natura viene manipolata e usata dall’artigiano come elemento che decora e impreziosisce il mobile.
Ma le forme sinuose non sono relegate solamente a elementi, seppur eccezionali, decorativi.

La linea mossa, ariosa, diventa parte integrante delle architetture e, nel nostro caso dei mobili.

Destinati a un lussuoso studio borghese, probabilmente cittadino, come palesano le dimensioni contenute, i nostri arredi si caratterizzano non solo per l’estrema attenzione alle più piccole rifiniture, ma anche alle forme. La compattezza della struttura è infatti sapientemente alleggerita dalle superfici movimentate. La scrivania, la cassettiera e la vetrina presentano infatti un’impostazione architettonica, giocata sull’alternanza tra antine con vetri, piccoli scomparti e vani a giorno con archi ribassati, quasi come se si trattasse delle facciate di palazzi di una moderna città europea di inizio XX secolo.

Come già accennavamo, l’attenzione al dettaglio è minuziosa; dalle filettature in ottone che delineano le foglie d’edera, alla loro riproposizione a intaglio e traforo nella ringhierina che orna la sommità della cassettiera. Molto accorto anche l’uso dei materiali; dal legno di rovere con il quale sono costruiti, ai tasselli in vetro opalino, che nella libreria assumono una particolare colorazione che vira dal giallo al verde.

Salottino certamente di grande classe, costituiva un arredo di gran lusso che ancora oggi è in grado di rievocare la cultura pienamente Liberty.