10 libri per il 1° Maggio

Oggi, in una società in cui le risorse diventano sempre più scarse, il cambiamento climatico causa sempre maggiori danni economici e sociali, il consumo inarrestabile di suolo mette a rischio la biodiversità, la salute e i beni ambientali, c’è bisogno di una nuova storia positiva, che può essere interpretata dalla Green Economy.

Abbiamo bisogno di un’economia che assicuri lavoro, sviluppo umano, capace di futuro e quindi sostenibile, che procura una migliore qualità della vita in uno spazio ecologico limitato.
In questa giornata del 1° maggio 2020 vogliamo guardare al futuro riflettendo sul passato. Quali nuovi ambiti lavorativi potrebbero svilupparsi? Quali nuove prospettive possono nascere?
Ecco 10 libri che potrebbero dipanare qualche dubbio, far sorgere delle domande, oppure intravedere risposte.

1. Nel contagio, Paolo Giordano – Einaudi, 2020

L’epidemia di Covid-19 si candida a essere l’emergenza sanitaria piú importante della nostra epoca. Ci svela la complessità del mondo che abitiamo, delle sue logiche sociali, politiche, economiche, interpersonali e psichiche. Ciò che stiamo attraversando ha un carattere sovraidentitario e sovraculturale. Richiede uno sforzo di fantasia che in un regime normale non siamo abituati a compiere: vederci inestricabilmente connessi gli uni agli altri e tenere in conto la loro presenza nelle nostre scelte individuali. Nel contagio siamo un organismo unico, una comunità che comprende l’interezza degli esseri umani. Nel contagio la mancanza di solidarietà è prima di tutto un difetto.

2. La grande trasformazione, Karl Polanyi – Einaudi, 2000

Un libro sulla crisi delle istituzioni liberali e la “grande trasformazione” da esse subita negli anni ’30 dello scorso secolo, che ne ricerca le origini nell’Inghilterra ricardiana, anzi in quelle che sono le caratteristiche proprie della “società di mercato” confrontata alle società primitive. Polanyi dimostra il carattere alla lettera « singolare » , non « naturale » delle società di mercato, che critica anche radicalmente dall’interno. Logico sbocco di questo rifiuto di un mondo in cui il fascismo costituisce una «mossa» sempre possibile, è il successivo passaggio di Polanyi a quelle ricerche di antropologia economica ed economia comparata che gli assegnano un posto di primo piano nella costruzione di una scienza unificata delle società umane.

3. La società circolare, Aldo Bonomi, Federico Della Puppa, Roberto Masiero – DeriveApprodi, 2016

Questo libro intende offrire strumenti e visioni per interpretare l’Italia contemporanea. Dopo la lunga stagione del fordismo novecentesco imperniato sulla dialettica capitale-lavoro e quella del postfordismo basato sull’egemonia della micro e piccole impresa territorializzata, siamo oggi entrati in una nuova fase, quella dell’economia circolare, nella quale la nostra socialità è alla base della creazione del valore economico. In questo contesto cambia la relazione tra economia, società e istituzioni regolative. Non più la verticalità del fordismo che includeva con il welfare e i diritti, non più l’orizzontalità dell’economia diffusa che includeva con il fare impresa, bensì la circolarità tra il nostro essere, il nostro sentire, il nostro pensare, connesso senza mediazioni al grande gioco dei flussi globali, dove non è chiaro se il destino individuale e collettivo si configuri come ruota della fortuna o come ruota del criceto.

4. Un green new deal globale, Jeremy Rifkin – Mondadori, 2019

Una nuova visione sul futuro dell’umanità sta rapidamente guadagnando slancio. Di fronte a un’emergenza climatica planetaria, una giovane generazione sta promuovendo un dibattito sull’ipotesi di un Green New Deal e dettando il programma di un audace movimento politico capace di rivoluzionare la società. Sono i Millennial a farsi carico del problema del cambiamento climatico. Se il Green New Deal è diventato un tema fondamentale nella sfera politica, nel mondo delle imprese sta emergendo un movimento parallelo che nei prossimi anni scuoterà le fondamenta dell’economia globale. Settori chiave dell’economia si stanno prontamente sganciando dai combustibili fossili a favore dell’energia solare ed eolica, più a buon mercato e accompagnate da nuove opportunità di business e occupazione.

5. Go green. Il nuovo trend della comunicazione, Diego Masi, Giulia Rubino – Lupetti Editore, 2010

La Green Economy è qualcosa di più della somma di tutti i possibili lavori collegati a una svolta “verde” nel campo dell’economia. È una rivoluzione del modo di vivere degli abitanti del pianeta per cercare di cambiare un sistema che ci sta portando all’autodistruzione.
L’ambiente, il clima e l’energia, sono i vertici di un triangolo nel cui centro ci sono l’Uomo e le sue attività. L’impresa e il lavoro. Valori oggi in pericolo, ma che – per l’autore – possono essere conservati dalla rivoluzione verde.
Una rivoluzione creativa, appunto, che coinvolgerà tutti, dalle imprese, ai consumatori, fino alla comunicazione.

(disponibile nel nostro catalogo, qui)

6. Sharing economy. Perché l’economia collaborativa è il nostro futuro, Davide Pellegrini – Hoepli, 2017

Come sta cambiando la società e in che senso possiamo parlare di economia collettiva? Questo libro vuole indagare i meccanismi delle tecnologie partecipative, tenendo conto della cooperazione nelle reti digitali e nelle relazioni in carne e ossa. Dal lavoro alle amicizie, dal concetto d’impresa alla gestione dei beni comuni, dai modelli culturali agli stili di vita, l’epoca della sharing economy rivoluziona mercati e bisogni, in un delicato equilibrio tra la concretezza dei prodotti e la costruzione di valori immateriali e asset intangibili. La parola d’ordine è cambiamento collettivo, testimoniato nel libro con esempi di imprese e associazioni che desiderano davvero costruire una catena del valore.

7. Economia circolare in Italia. La filiera del riciclo asse portante di un’economia senza rifiuti, Duccio Bianchi – Edizioni Ambiente, 2018

“Un’economia industriale che è concettualmente rigenerativa e riproduce la natura nel migliorare e ottimizzare in modo attivo i sistemi mediante i quali economico, che preleva, trasforma, vende e butta, indifferente alle conseguenze (cambiamenti climatici, difficoltà di approvvigionamento delle materie prime, inquinamento e distruzione della biodiversità) e piegarla fino a trasformarla in un cerchio.

8. Per una economia di comunione, Luigino Bruni Luca Crivelli – Città Nuova, 2004

L’economia mondiale appare oggi, anche agli occhi dei non addetti ai lavori, una realtà estremamente complessa e dinamica. All’interno di questo scenario culturale e sociale l’economia di comunione – nata da un’ispirazione originale di Chiara Lubich, fondatrice del movimento dei Focolari – dà vita ad imprese che, pur restando tali, trasformano la loro vita economica in un luogo e strumento di solidarietà e di condivisione. Una sfida ma anche una realtà concreta: le imprese che aderiscono a questo rivoluzionario progetto sono già più di 700 in tutto il mondo. I contributi qui raccolti propongono una lettura interdisciplinare dell’economia di comunione.

(disponibile nel nostro catalogo, qui)

9. Manifesto per la solidarietà, Stefano Bartolini – Feltrinelli, 2013

Serpeggia nell’aria un’insoddisfazione diffusa. A mancare sono le relazioni con gli altri, sacrificate sull’altare del benessere materiale, che conosce due soli imperativi: lavoro e consumo. Siamo più ricchi di beni ma sempre più poveri di relazioni. Ecco perché siamo sempre più infelici. Ma davvero per divenire più ricchi dobbiamo per forza essere poveri di relazioni interpersonali, di benessere, di tempo, di ambiente naturale? Davvero non esiste altra strada?

10. Collaborare. Metodi partecipativi per il sociale, Ennio Ripamonti – Carocci, 2011

Promuovere coesione sociale, salute e qualità di vita attraverso l’azione congiunta di istituzioni, terzo settore, imprese e cittadini attivi è una prospettiva indicata da molte leggi e una vasta letteratura scientifica. Dalle politiche sociali alla prevenzione, dai programmi d’integrazione alla rigenerazione urbana, è sempre più evidente l’importanza di fiducia e cooperazione nel determinare benessere e sviluppo.
Si tratta di operare in un welfare plurale, capace di valorizzare le competenze, formali e informali, presenti in una comunità. La collaborazione rappresenta il processo cardine dei nostri tempi.