La raffinatezza e la qualità della produzione di mobili lombarda

Protagoniste del Classic Monday di oggi sono due eccezionali scrivanie di produzione lombarda, opere raffinate ed eleganti.

Grande ricercatezza si può riscontrare infatti nella tornitura e nell’intaglio che decora le colonne, non perfettamente identiche nei due mobili. Se in una scrivania la rastrematura è a torciglione, movimentando la superficie, nell’altra è verticale, dal sapore più arcaico. Grande qualità si ritrova anche nella costruzione della struttura lignea, certamente degna di uno stipettaio. Le tavole si sostengono e sono fissate le une alle altre con incastri a coda di rondine che tengono salda la struttura delle scrivanie. Grande ricercatezza è stata dedicata anche alla realizzazione delle serrature. Quella centrale dei cassetti collocati sotto piano e nella fascia dell’alzatina presenta un meccanismo tale che consente di bloccare anche quelli laterali.

Provenienti da una biblioteca privata, la loro funzione era quella di scrivanie da centro.

Usate per la consultazione dei volumi ma anche per riporre i documenti e le carte nei cassetti e nei vani ricavati nell’alzatina, nella quale possono essere comodamente riposti i libri, per rendere più agevole la consultazione sul piano di lavoro, sul quale è presente un inserto di pelle verde riccamente lavorata.

Da sempre attività culturali per eccellenza, la lettura e lo studio portarono necessariamente alla realizzazione di arredi che si prestassero al loro svolgimento.

Nacquero diverse tipologie di mobili ideati appositamente per questa funzione e progettati anche in base al luogo di destinazione, quali piccoli locali come camere da letto, oppure ambienti dalle dimensioni maggiori, adibiti a veri e propri studi, predisposti anche per accogliere gli ospiti.

Non è insolito ritrovare nelle abitazioni borghesi dei piccoli scrittoi da camera. Questa tipologia presenta in realtà una grande eterogeneità di mobili che indubbiamente risentivano della moda del momento. Potevano infatti essere dei piccoli tavolini dotati di cassetti collocati nella fascia sotto piano, per conservare i documenti. Molto diffusa era anche la forma dello scrittoio a ribalta, sicuramente meno ingombrante e più adatto alle ridotte dimensioni delle abitazioni borghesi, poteva essere aperto all’occorrenza.

Certamente l’arredo per gli studi e le biblioteche private, usate spesso anche come luoghi di rappresentanza dove accogliere i propri ospiti, poteva variare, soprattutto nelle dimensioni.

Vengono infatti utilizzate scrivanie dalle dimensioni maggiori, adatte alla consultazione di volumi librari o di carte. Anche la presenza di diversi cassetti diventa funzionale a un impiego lavorativo, al fine di alloggiare i documenti. Le scrivanie possono essere da centro, come nel caso delle nostre protagoniste, oppure da parete, addossate al muro e per questo rifinite solamente sul fronte e sui lati. Nelle biblioteche si ritrovano anche altre tipologie di tavoli: i grandi bureau. Derivazione delle scrivanie da centro, dovevano necessariamente essere rifinite su tutti i lati, consentendo lavorare su piani più ampi, sui quali poter aprire e confrontare un numero cospicuo di volumi e di carte, quali documenti d’archivio.

Come già accennato, questa tipologia di arredo in realtà si diversifica ed è caratterizzata da diversi stili, legati alla moda e al gusto imperante al momento della loro produzione.

Certamente i mobili simili alle nostre scrivanie ebbero ampia diffusione nell’800, secolo nel quale la diffusione della cultura e la necessità di renderne anche le raccolte private accessibili a studiosi esterni, rende necessario adeguare anche gli arredi.