10 libri per il 25 Aprile

“Coltivare la Memoria è ancora oggi un vaccino prezioso contro l’indifferenza e ci aiuta, in un mondo così pieno di ingiustizie e di sofferenze, a ricordare che ciascuno di noi ha una coscienza e la può usare.” (Liliana Segre)

Abbiamo selezionato per voi 10 libri che raccontano da punti di vista diversi la storia della resistenza a 75 anni dal 25 Aprile 1945.

1. Una questione privata, Beppe Fenoglio – Einaudi

Una storia pubblicata nel 1963, una storia che è stata capace di dipingere con realismo la Resistenza senza parlare direttamente di Resistenza.
Fulcro del romanzo è una questione privata: la più ovvia, ma proprio per questo l’unica capace di muovere Milton, un giovane partigiano piemontese, più della paura di qualsiasi attacco nemico. Milton è innamorato di Fulvia, che non vede da più di un anno.
«Una questione privata è costruito con la geometrica tensione d’un romanzo di follia amorosa e cavallereschi inseguimenti come l’Orlando furioso, e nello stesso tempo c’è la Resistenza proprio com’era, di dentro e di fuori, vera come mai era stata scritta, serbata per tanti anni limpidamente dalla memoria fedele, e con tutti i valori morali, tanto più forti quanto più impliciti, e la commozione e la furia».

2. Lettere dei condannati a morte della Resistenza italiana, AA.VV. – Einaudi

Libro pubblicato nel 1952 da Einaudi per la prima volta, raccoglie le ultime lettere dei condannati a morte della Resistenza italiana.
Centododici partigiani vengono catturati dai tedeschi o dai fascisti e già sanno che saranno giustiziati. Scrivono ai familiari, ai compagni di studio, di lavoro, di vita. Appartengono alle realtà sociali e culturali piú diverse. Tutti vivono, per la prima e l’ultima volta, l’atroce esperienza di «un tempo breve eppure spaventosamente lungo, in cui si toglie all’uomo la speranza», e in cui sono costretti, in preda all’angoscia, a «dare ordine» al proprio destino e al proprio animo.

3. Il sentiero dei nidi di ragno, Italo Calvino – Mondadori

Pubblicato nel 1947 grazie a Cesare Pavese è ispirato all’esperienza partigiana di Calvino in Liguria.
Il primo romanzo di Calvino è ambientato a San Remo durante la Resistenza. Racconta la storia di Pin, bambino orfano di madre e con il padre marinaio irreperibile. Pin è deriso per le relazioni sessuali che la sorella, prostituta, ha con i marinai tedeschi; un giorno sottrae all’amante della donna una P38 che sotterra in campagna nel suo rifugio, dove fanno il nido i ragni. Dopo la scoperta del furto e dopo il carcere, in cui conosce il partigiano Lupo Rosso, la sua vicenda personale si intreccerà con quella della Resistenza delle montagne.

4. La storia, Elsa Morante – Einaudi

E’ un romanzo storico, scritto nel 1974 e ambientato a Roma.
Considerata come una delle sue opere più conosciute, ma allo stesso tempo anche criticate e discusse, l’autrice impiegò almeno tre anni per comporla e volle che fosse data alle stampe direttamente in edizione tascabile, in brossura e a basso costo. Il romanzo venne, perciò, pubblicato nel giugno del 1974 nella collana Gli Struzzi dalla casa editrice Einaudi.
I quartieri romani martoriati dai bombardamenti e le borgate di periferia affollate da nuovi e vecchi poveri e le alture dei vicini Castelli Romani – in cui si muovono le formazioni partigiane di opposizione al nazifascismo e alcuni dei protagonisti della vicenda che scandisce la narrazione- vengono descritti con realismo, ma anche con una marcata visionarietà poetica.
Un classico della letteratura contemporanea.

5. Con cuore di donna, Carla Capponi – Il Saggiatore

Roma, 23 marzo 1944. L’attacco di via Rasella provoca la morte di trentatré riservisti inquadrati nella Wehrmacht. I nazisti per rappresaglia uccideranno e seppelliranno nelle Fosse Ardeatine trecentotrentacinque persone. In queste pagine, la protagonista di uno degli episodi più coraggiosi e più discussi della Resistenza ricostruisce le ragioni che l’hanno portata a partecipare a quell’azione. Ma traccia anche un ritratto indimenticabile della vita a Roma durante il Ventennio, degli inganni e della brutalità del regime.
Riconosciuta partigiana combattente con il grado di capitano, riceve la Medaglia d’oro al valor militare.

6. Paola Soriga, Dove finisce Roma – Einaudi

Esordio narrativo di una giovanissima Paola Soriga che sorprende. La voce narrante, delicata e potentissima insieme, è quella di una ragazzina quasi diciottenne che deve sfuggire ai fascisti. La cercano perché è una staffetta partigiana: siamo al 30 maggio del 1944, Roma aspetta di essere liberata dagli americani.
Diverse sono le tracce, implicite e rielaborate ma evidenti nei nomi (si vedano Agnese e Micol), di grandi come Fenoglio, Viganò e Bassani.
È Ida, però, la protagonista, che vede se stessa e che racconta e si racconta: è arrivata a Roma appena dodicenne nel 1938, da un piccolo paesino della Sardegna. Non sa spiegare a parole come sia entrata nella Resistenza, è una cosa che sente dentro, come se fosse quella la sua unica vocazione. Nel dramma della guerra, paradossalmente, l’amore riesce ancora a far sentire vivi (anche Ida, seppur in negativo, sente la vita scorrerle dentro, sente la rabbia, la delusione) e la vita ha ancora, sempre, il suo peso, grazie ai rapporti umani, che sono il senso anche in mezzo alla tragedia, quando un senso sembra non esserci più.

7. Giovanni Pesce, Quando cessarono gli spari – Feltrinelli

Questo libro, il cui titolo è un verso del poeta, amico di Pesce, Alfonso Gatto, era nato col proposito di contribuire in maniera autentica a celebrare alcune pagine fondamentali della Resistenza italiana.
Per anni ha raccolto le testimonianze dei suoi compagni di lotta (Cadorna, Greppi, Curiel, Bonfantini, Sereni, Pertini, Basso ecc.), dei comandanti delle varie brigate partigiane, di giovani, donne, intellettuali, operai, ma soprattutto è riuscito a ricordare ora per ora quanto fece e visse in prima persona. Montando queste centinaia di tessere, ha composto un mosaico fra i più completi su quanto avvenne nell’aprile del 1945 nel capoluogo lombardo: alla stazione, in periferia, nei giornali, all’arcivescovado, nelle fabbriche (l’Innocenti, la Caproni, la Borletti, l’Alfa Romeo, la Pirelli), nel Lodigiano, a Monza, in Brianza, a Legnano, a Rho e nell’Oltrepò, durante la lunga vigilia e i giorni del sangue e della speranza.

8. Giampaolo Pansa, Il sangue dei vinti – Sperling & Kupfer

Testo pubblicato nel 2003 più che discusso racconto delle esecuzioni e dei crimini perpetrati dai partigiani dopo il 25 aprile; la tesi del libro che ha suscitato una lunga polemica, è che tra le vittime vi furono personalità legate al fascismo, ma che non avevano compiuto direttamente atti criminosi; omicidi di partigiani non comunisti, di giornalisti che avevano denunciato le violenze dei partigiani nel “triangolo della morte” che Pansa identifica con il territorio compreso tra Castelfranco Emilia e due sue frazioni, Piumazzo e Manzolino.
Le tesi di Pansa, presentate in questo libro e ulteriormente sviluppate in altri due successivi, hanno sollevato notevoli critiche da parte della sinistra italiana, ed in particolar modo da parte dell’ANPI. Oltre alle tesi, è stato messo in discussione il metodo seguito dall’autore nella stesura del libro (carenza di citazioni e riscontri).

9. Aldo Cazzullo, Possa il mio sangue servire – Mondadori

La Resistenza a lungo è stata considerata solo una “cosa di sinistra”. Poi, negli ultimi anni, i partigiani sono stati presentati come carnefici sanguinari, che si accanirono su vittime innocenti, i “ragazzi di Salò”. Entrambe queste versioni sono parziali e false. La Resistenza non è il patrimonio di una fazione; è un patrimonio della nazione. Aldo Cazzullo lo dimostra raccontando la Resistenza che non si trova nei libri. Storie di case che si aprono nella notte, di feriti curati nei pagliai, di ricercati nascosti in cantina, di madri che fanno scudo con il proprio corpo ai figli. Le storie delle suore di Firenze, Giuste tra le Nazioni per aver salvato centinaia di ebrei; dei sacerdoti come don Ferrante Bagiardi, che sceglie di morire con i suoi parrocchiani dicendo “vi accompagno io davanti al Signore”; dei tre carabinieri di Fiesole che si fanno uccidere per salvare gli ostaggi; dei 600 mila internati in Germania che come Giovanni Guareschi restano nei lager a patire la fame, pur di non andare a Salò a combattere altri italiani. La Resistenza fu fatta dai partigiani comunisti ma anche da quelli cattolici, dai monarchici come Edgardo Sogno e dagli autonomi come Beppe Fenoglio. E fu fatta dalle donne, dai fucilati di Cefalonia, dai bersaglieri che morirono combattendo al fianco degli Alleati…

10. Diego Marani, Sentieri partigiani in Italia – Terre di Mezzo

A piedi su alcuni dei più bei percorsi della Resistenza. Cammini di scoperta dentro la bellezza della natura, ma soprattutto dentro la storia degli uomini e delle idee.
Ogni itinerario è corredato di una scheda tecnica: le cartine, la descrizione dettagliata dei percorsi, i luoghi dove pernottare e una sezione dedicata alle testimonianze storiche.
I luoghi delle battaglie e delle stragi, le testimonianze della gente con i progetti e il racconto delle persone che oggi vogliono conservare memoria del nostro passato e delle lotte per la Liberazione.
Sei itinerari di più giorni per ripercorrere oggi i passi della lotta partigiana sui monti e nelle valli del nostro Paese: Cuneo e le Repubbliche partigiane; La Val Grande, sul Lago Maggiore; il Sentiero Beltrami, a due passi dal lago d’Orta; Marzabotto e Monte Sole, memoria dell’eccidio, dove sono sorti un parco storico e una scuola di pace; Sulmona e il campo di prigionia.