Case editrici italiane: Edizioni E/O


Edizioni E/O sono la sesta casa editrice del nostro viaggio attraverso l’editoria italiana

La casa editrice è sin dal principio l’espressione della volontà di creare ponti e brecce nelle frontiere letterarie per stimolare il dialogo tra le culture.Ciò a partire dal nome “e/o”, che sta per “e/oppure” ma anche per “est/ovest”, e dal logo con la cicogna, l’uccello migratore che viaggerà nel mondo portando storie per i decenni successivi.

Edizioni E/O fu fondata a Roma nel 1979 – 41 anni fa – da Sandro Ferri e Sandra Ozzola, che poi si sarebbero sposati. Ferri aveva militato in Lotta Continua e lavorava alla Vecchia talpa, una libreria frequentata dalla sinistra romana; Ozzola era nata a Torino e si era laureata in letteratura russa. La loro idea iniziale era pubblicare narrativa di scrittori dei Paesi socialisti dell’est europeo, che non potevano essere letti in patria, tanto meno in Occidente.

Sandro Ferri e Sandra Ozzola fondatori di Edizioni e/o
Sandro Ferri e Sandra Ozzola fondatori di edizioni E/O

Ai suoi inizi e/o è una piccola azienda a conduzione familiare.

La famiglia si allarga da subito con la collaborazione e l’amicizia di straordinari professionisti e intellettuali da Grazia Cherchi a Goffredo Fofi, a Domenico Starnone e Anita Raja.

Una traccia di quella prima idea sopravvive ancora nei libri di Svetlana Aleksievič, la scrittrice bielorussa vincitrice del premio Nobel per la letteratura nel 2015, di cui E/O pubblica Ragazzi di zinco e Preghiera per Černobyl’ ma il titolo del primo libro di E/O fu Esplosione di un impero? di Hélène Carrère d’Encausse.

Uno dei primi scrittori che cercarono fu Milan Kundera.

Gli scrissero una lettera nel 1981 e lui rispose di andarlo a trovare a Parigi. Discussero di affidargli una collana praghese, ma poi Kundera – con loro grande delusione– decise di dare ad Adelphi i diritti dell’Insostenibile leggerezza dell’essere.

Scrittore Milan Kundera


Altri scrittori dell’Est tradotti in Italia da E/O furono Julian Stryjkowski, Kazimierz Brandys, Christoph Hein, ma soprattutto Christa Wolf i cui libri pubblicati da E/O hanno venduto negli anni complessivamente 500 mila copie .
Poi c’è Bohumil Hrabal , che Ferri e Ozzola andavano a trovare nelle due birrerie di Praga dove riceveva circondato da adepti, aspiranti scrittori ed editori semi o totalmente clandestini. E infine, Jana Ćerná, la figlia della Milena di Kafka, di cui E/O nel 1991 pubblicò un libro di poesie con un titolo che rimaneva in mente.

Negli anni Novanta dalla E di Est si passò più alla O di Ovest. Ferri e Ozzola si concentrarono sulla letteratura americana, portando per primi in Italia alcuni degli scrittori che avrebbero caratterizzato la letteratura americana di fine Novecento.

Joyce Carol Oates, Alice Munro– vincitrice del premio Nobel per la letteratura nel 2013 – e Thomas Pynchon, di cui nel 1984 pubblicano Un lento apprendistato e nel 1992 Entropia e altri racconti. Tutti sarebbero presto passati con editori più grandi, in particolare con Einaudi e Rizzoli, cosa che capita molto spesso agli autori che aumentano la loro fama e il loro potere contrattuale.

Alice Munro vincitrice del premio Nobel per la letteratura 2013

Dal punto di vista delle vendite, il successo di E/O arrivò a metà degli anni Novanta con gli otto romanzi dell’Alligatore di Massimo Carlotto, segnalato allora dalla famosa critica Grazia Cherchi, che complessivamente hanno venduto 800 mila copie; e con la Trilogia di Marsiglia di Jean-Claude Izzoche E/O iniziò a pubblicare nel 1998.

Accanto al cosiddetto noir mediterraneo, la casa editrice continuò a coltivare un altro filone fondamentale della sua storia: le scrittrici

Nel 1994 uscì Una bambina e basta di Lia Levi. All’inizio degli anni Duemila, un grandissimo successo: Amabili resti di Alice Sebold. Nel 2007 il romanzo francese L’eleganza del riccio di Muriel Barbéry, che diventò un best-seller soprattutto grazie al passaparola.

L'eleganza del riccio edizioni e/o
L’eleganza del riccio di Muriel Barbery

Ma nel 1992 E/O aveva pubblicato anche l’Amore molesto, un romanzo di un’autrice di cui nessuno sapeva nulla: Elena Ferrante.
Il regista Mario Martone ne trasse un film, discusso e apprezzato, che ne aumentò la notorietà.
Ma quasi vent’anni dopo e con l’enorme successo dei libri seguenti, l’autrice – Elena Ferrante era uno pseudonimo – è ancora sconosciuta, anche se sulla sua identità girano molte voci, in particolare che si tratti dello scrittore Domenico Starnone o di sua moglie, Anita Raja, o del critico Goffredo Fofi, oppure degli stessi Ferri e Ozzola.
Seguirono, dopo quasi dieci anni di silenzio, I giorni dell’abbandono, 2002, La frantumaglia, 2003, e La figlia oscura, nel 2006.
Altri cinque anni di niente, e poi nel 2011 E/O pubblicò L’amica geniale, il primo del ciclo napoletano, cui seguirono Storia del nuovo cognome, Storia di chi fugge e di chi resta e Storia della bambina perduta, al ritmo di uno all’anno tra 2012 e 2014. E poi nel 2019 La vita bugiarda degli adulti.

Intanto di autori e libri che vendevano in catalogo ormai E/O ne aveva tanti, e avrebbe potuto accontentarsi.

Invece nel 2005 Ozzola e Ferri fecero una cosa che nessuno aveva mai fatto prima: decisero di aprire una casa editrice a New York – Europa Editions – per pubblicare in inglese e distribuire da sé i propri libri.

Europa Editions (edizioni e/o)
Best-seller Europa Editions

Accanto alla qualità dei libri e alla rarità delle traduzioni, tra i fattori più importanti del successo americano di Europa Editions ci sono per Ferri la distribuzione, le recensioni, un certo richiamo italiano e, soprattutto, le librerie indipendenti.

Mentre i grandi editori tendono a ripetere e standardizzare schemi che hanno funzionato, i successi degli editori indipendenti – di E/O, come di Adelphi o Sellerio – hanno la caratteristica di essere spesso inaspettati, e del tutto diversi tra loro.

Nel caso di E/O, forse, c’è una costante: un forte radicamento territoriale e geografico. Le storie e i personaggi raccontati nei libri di E/O non possono prescindere dai luoghi in cui vivono e agiscono.

Sono storie che non si possono immaginare ambientate altrove: lo stupro di Amabili resti non può che essere avvenuto in una cittadina americana, Fabio Montale di Izzo non può che muoversi a Marsiglia e lo stesso vale per le ambientazioni di Carlotto, la portineria dell’Eleganza del riccio non può che stare a Parigi e le amiche geniali non potrebbero che essere napoletane.

Questa attenzione e forte radicamento locale potrebbe essere un tema grazie a cui Ferri e Ozzola riescono a immaginarsi come editori globali, non chiusi nei confini di un Paese o di una lingua.


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