Affettatrice Berkel, da strumento di lavoro ad oggetto di design

Quinto appuntamento con il Classic Monday: fari puntati sull’affettatrice Berkel, diventata nel corso del tempo un oggetto di culto.

Sul finire del XIX secolo nella città di Rotterdam un intraprendente giovane con il fiuto per gli affari si arrovellava giorno e notte per creare un marchingegno che potesse facilitare il suo lavoro di macellaio.

Sin da subito aveva dimostrato spirito d’iniziativa ed audacia uniti ad una grande passione per la meccanica. A quei tempi i macellai si occupavano del taglio delle carni manualmente e questo richiedeva una precisione ed una meticolosità notevoli.

Willhelmus Adrianus Van Berkel sognava di costruire una macchina automatica che potesse velocizzare e semplificare il suo mestiere garantendo allo stesso tempo un taglio da professionista.

Dopo innumerevoli disegni, progetti e prototipi, Van Berkel ebbe l ‘intuizione della lama circolare concava e del piatto mobile.

Costruì un dispositivo veramente innovativo: girando una manovella si azionava la rotazione del volano che trasmetteva il movimento alla lama e al carrello.
La lama concava iniziava a roteare ed il carrello, sul quale era fissato il pezzo di carne da affettare, veniva spinto verso la lama.

Nacque così la prima affettatrice a volano a scorrimento rettilineo, battezzata come “modello A”.

Tuttavia il giovane macellaio non aveva certo i mezzi necessari per produrre e distribuire il suo nuovo macchinario su larga scala.

Van Berkel decise di rivolgersi al proprietario di una tipografia sull’orlo del fallimento e lo convinse ad entrare in affari con lui. Fu così che nel 1989 nacque la società “Brevetti di Van Berkel”.

Nel primo anno furono prodotte 76 macchine Berkel Modello A, tre del Modello B e cinque macchine speciali Modello C, un risultato più che dignitoso ai tempi.

Due affettatrici Berkel nel nostro negozio di Cambiago

Van Berkel dovette scontrarsi con il sospetto e la resistenza al cambiamento dei dipendenti delle macellerie che temevano che l’affettatrice potesse rimpiazzarli.
Egli si rivolse personalmente ai macellai assicurando che il suo prodotto avrebbe aumentato sostanzialmente le vendite creando addirittura nuovi posti di lavoro.

Grazie al suo spirito imprenditoriale e soprattutto alla sua tenacia, le vendite di affettatrici Berkel ebbero un’impennata ed in pochissimi anni la società si impose sulla scena internazionale.
I suoi punti di forza furono la qualità dei materiali, la precisione delle lavorazioni e l’altissimo valore estetico.

Nei 120 anni di produzione la Berkel ha aperto sedi in tutto il mondo, ha migliorato e ammodernato i suoi processi produttivi senza scostarsi mai dalla tradizione.

Solo nel secondo dopoguerra venne introdotta una sostanziale modifica grazie all’avvento del motore elettrico.
Questo perfezionamento tecnologico permise l’eliminazione del volano. I nuovi modelli divennero meno ingombranti e più maneggevoli, idonei anche ad un uso domestico.

Nonostante l’originale affettatrice a volano non venga più utilizzata (se non come splendido complemento d’arredo) rimane un simbolo del perfetto equilibrio tra eleganza e tecnica.
Basti pensare che uno dei due “Modello C” rimasti al mondo fa parte della prestigiosa collezione permanente del MoMA di New York (l’altro si trova al Museo Van Berkel di Assisi).

I modelli più antichi e più rari delle Berkel sono considerati dei veri e propri oggetti di design.

Sono molto ambiti da collezionisti ed antiquari, inoltre costituiscono un investimento molto interessante poiché il loro valore sembra crescere di anno in anno.

Nel nostro negozio di Cambiago abbiamo due modelli di queste icone: una 9H rossa fiammante e una B100 con decori Liberty in oro. (sotto la una gallery, qui info e dettagli)