Antonio Scurati tra Formazione, Storia e Integrazione

E’ difficilissimo riuscire a trasmettere la bellezza e la ricchezza di quello che Antonio Scurati ha raccontato Sabato 23 novembre nell’incontro di inaugurazione di Librando, tradizionale fiera di Natale del libro usato della nostra Cooperativa.

Il primo regalo che ha fatto all’attentissima platea presente è stato accompagnarci nella sua esperienza di lettore attraverso quelle che ha definito le “pietre miliari” della sua formazione:
l’Iliade di Omero, l’inizio di tutto, l’epica come racconto dello “splendore della gloria” che illumina l’eroe che affronta il duello mortale che solo metterà in luce il suo valore: lo stesso “splendore della gloria” che ognuno di noi può sperimentare nella sua vita ogni volta che alza la testa e si sente all’altezza della verità di se stesso.
Guerra e Pace di Tolstoj: l’epica che si fa romanzo, che è capace di farci vivere con la stessa intensità e verità le vicende dei protagonisti dell’invasione napoleonica della Russia e la trepidazione di una sedicenne che alla vigilia del suo primo ballo si accorge che l’orlo della sua gonna è troppo lungo.
L’educazione sentimentale di Flaubert, il romanzo della giovinezza e dell’amicizia, con il suo invito a riguardare con gli occhi del cuore alla nostra esistenza alla ricerca di quello che alla fine conta davvero. Meridiano di Sangue di Comac McCarthy, l’epica rinata dell’oggi, lo “splendore della gloria” aurorale dell’Iliade riletto nella luce crepuscolare di un mondo vicino all’apocalisse.

Un viaggio affascinante nel mondo dei libri, a cui non poteva però non seguire la presentazione di M, il libro che ha valso a Scurati il premio Strega.

Un libro nato dalla consapevolezza dell’urgente bisogno di una rilettura nuova del fascismo per un’Italia che non ha mai fatto veramente i conti fino in fondo con quel tragico periodo della sua storia. E’ stato impressionante ripercorrere le fasi della nascita del movimento fascista esattamente 100 anni fa: la presa di potere di un movimento all’inizio assolutamente marginale, un “anti-partito” che si proclamava portatore di un’”anti-politica” contro la “casta” parlamentare del potere (sembrano termini attualissimi, ma Scurati li ha rigorosamente tratti da documenti e discorsi dell’epoca) .
Scurati ha raccontato di Mussolini, un genio nella comunicazione politica: la sua, per certi aspetti, sorprendente ascesa al potere si fonda sull’appello alla “pancia” del popolo e fa leva su due cose: la paura e il peggio.
La paura diffusa nel clima di insicurezza postbellico soprattutto tra la piccola borghesia che ha qualcosa da perdere, la paura che da atteggiamento passivo viene convertita in odio verso il Nemico, il diverso, l’anti-italiano, lo straniero. Lo scommettere sempre sul peggio, sul fatto che ognuno, avversario politico o compagno di strada, sceglierà al momento cruciale sempre il peggio: il tornaconto personale, il compromesso, invece che l’integrità, la dignità, l’interesse di tutti.

Ma possiamo stare tranquilli: tutto ciò è successo 100 anni fa…..

Ma perché Scurati è venuto a dire tutte queste cose alla Di Mano in Mano?

La risposta sta in un episodio che ha raccontato tra un libro e l’altro: nelle scorse settimane ha dovuto traslocare la sua biblioteca, trent’anni di libri. Ha chiesto alla Di Mano in Mano e questa ha mandato a fare il lavoro Lamin, un ragazzo africano, e Antonio un ragazzo italiano che sta ricostruendo la sua vita dopo una lunga permanenza in carcere.
Questo due ragazzi sono una risposta concreta alla logica della paura e del peggio: alla paura, alla difesa barricata dei privilegi di quella che Scurati sabato ha definito la società più sicura, più nutrita, più curata che abbia mai calcato questo pianeta, Lamin contrappone la logica della condivisione e dell’integrazione di chi accanto a noi arriva da storie di disumanità alla ricerca di una vita sicura e dignitosa. Antonio incarna la speranza dello scommettere sempre sul meglio delle persone, sulla loro dignità ed integrità, sul desiderio e la possibilità di riscatto anche di chi arriva da una storia di fatica e di errori.

Sono passati 100 anni dall’inizio della tragedia del ventennio fascista: Scurati ci ha accompagnati a leggere quel momento, ma anche a guardare con lucidità le sue inquietanti assonanze con l’oggi.

Quello che si deve fare in difesa della nostra democrazia è vigilare e prendere posizione.
La Di Mano in Mano ci prova ogni giorno.