Giuseppe Speluzzi: un’eccellenza milanese della fine dell’ottocento

Ci sono artisti legati a filo doppio con la propria città e città che sembrano avere una vocazione ad essere centri propulsori di un artigianato di eccellenza.

Stemma Giuseppe SpeluzziE’ il caso di Milano e di un grande ebanista che abbiamo l’occasione di conoscere meglio grazie a due sue preziose realizzazioni presenti nel catalogo della Di Mano in Mano.
Stiamo parlando di Giuseppe Speluzzi, uno dei protagonisti di una grande stagione dell’artigianato artistico lombardo e milanese in particolare.

Il legame di Speluzzi con Milano è evidentissimo nel marchio stesso della sua bottega che presenta al centro lo scudo simbolo della città. E non a caso a lui il Comune di Milano affidò nel 1868 la realizzazione di un prezioso stipo dono alla regina Margherita di Savoia in occasione delle sue nozze.

A Milano lo Speluzzi aprì il suo laboratorio nel 1837. Grande intagliatore, inizia la sua carriera con mobili decorati con tarsie in stile maggioliniano. Ma presto il suo stile si adegua al cambiamento del gusto che Milano importa dal Nord Europa.
E’ l’epoca delle grandi Esposizioni Universali di Londra (1851 e 1862) e Parigi (1855, 1867, 1878). L’alta borghesia internazionale impone un nuovo stile che coniuga il fasto con le moderne esigenze del comfort.

Si abbandonano le ormai abusate tipologie Tardo Impero per un revival stilistico che dà vita ad un istorismo eclettico. Esplodono gli “arredamenti minuziosamente curati, folti, fantasmagorici” (Benjamin 1955) delle case alto borghesi di fine ottocento con la ripresa eclatante di modelli medievali, rinascimentali, rococò.
La moda parigina lancia in tutta Europa la passione per le ricche rifiniture metalliche e gli intarsi di materiali preziosi.

Esposizione Universale Londra 1851

In Italia è Milano a recepire per prima questo cambiamento del gusto.

In una recensione all’Esposizione Bresciana del 1857 Zanardelli afferma: “Milano nei mobili di lusso può forse gareggiare per solidità, precisione, eleganza e varietà con la stessa Parigi e dalla officine degli Speluzzi, dei Colombo, dei Fontana escono lavori che non son certo inferiori all’opere di più squisita fattura del secolo decimosesto”.

Ed ecco citato il nostro Giuseppe Speluzzi, specializzato nell’intaglio, negli intarsi in ottone e tartaruga alla boule, nelle applicazioni in metalli preziosi e bronzi dorati. I suoi committenti sono le ricche famiglie nobili e borghesi di Milano. La sua bottega è in grado di soddisfare le commissioni più esigenti. Per Speluzzi lavora una squadra di artigiani di eccellenza: stipettai, ebanisti, bronzisti, intagliatori, doratori. Testimoniati anche contatti con Firenze per piani in commessa di pietra dura, come dimostra la sua opera più eccellente, il tavolo conservato al museo Poldi Pezzoli.

Stipo olandese decorato con pietre dure e restaurato da Giuseppe Speluzzi

Proprio a questa casa è legata in modo particolare l’opera di Speluzzi: il suo nome di ricorre innumerevoli volte nel libro paga dell’Archivio Poldi Pezzoli. Ci lavora per anni nel restauro e riadattamento di antichi mobili e nell’arredamento di alcune tra le più celebri Sale della casa.

Casa Poldi Pezzoli, insieme a quella dei fratelli Bagatti-Valsecchi, rappresenta certamente una delle più esemplari “gallerie” del gusto alto-borghese lombardo della seconda metà dell’Ottocento. Ma altre case milanesi si avvalgono dell’opera dello Speluzzi: i due mobili presenti alla Di Mano in Mano ne sono testimonianza.

Si tratta di due arredi da ufficio, una scrivania ed una credenza derivati da modello francese di bureau plat con cartonnier. I mobili sono completamente rivestiti in palissandro con montanti e cornici intagliate nel massello. Il tavolo presenta un piano realizzato a marquetterie; i due arredi sono arricchiti da splendide guarnizioni in bronzo dorato, molto simili per modello a quelli del già citato tavolo di casa Poldi Pezzoli.

Sul Cartonnier domina un raffinatissimo blasone araldico cesellato, di una qualità che nulla ha da invidiare a quella parigina: un leone rampante, una stella, un sole. E’ lo stemma della famiglia Bellinzaghi e la sua presenza ci può fornire un indizio per fare ipotesi sulle circostanze della commissione di questo capolavoro.
Il banchiere Giulio Bellinzaghi, senatore del Regno e Sindaco di Milano, accoglie in città la visita dell’Imperatore Guglielmo I. E’ il 1875: per le sue benemerenze il re Vittorio Emanuele II lo crea Conte.

E come meglio festeggiare e sottolineare questo ingresso nel mondo prestigioso della nobiltà milanese se non commissionando dei lussuosi mobili all’arredatore dei Poldi Pezzoli, dei Crespi e di tante altre illustri famiglie milanesi? Il marchio supermilanese della bottega Speluzzi certifica l’appartenenza alla cerchia più esclusiva della più europea delle città italiane.

Arredamento, design e Milano: un connubio che ha tanta storia da raccontare.